SETTE DONNE SETTE STORIE

DONNE SUL FILO

di Autori vari

regia di Maddalena Galvan

Ambientato in uno spazio senza tempo, con mobili imballati, pronti per un trasloco imminente, dove si muovono sette personaggi tutti al femminile, in contatto con il mondo esterno attraverso il telefono. Sette epoche, sette modi diversi per raccontare la propria esistenza, passando dal dramma del periodo nazista, dalla comicità della telefonata anni 50, alla struggente voce anni ’60, alla scanzonata conversazione anni ’70, osservando la donna in vetrina degli anni ’80, fino ad arrivare alle protagoniste dei nostri giorni: una giovanissima dal look trasgressivo ed una donna emancipata e sensuale. Sette ritratti per sorridere e riflettere sulle nostre fragilità e sul significato del rapporto uomo-donna. Le musiche originali sottolineano, graffianti, i momenti più intensi di uno spettacolo vario ed emozionante.
La Trappola - Locandina donne sul filo

Personaggi e Interpreti

JUDITH – Lidia Munaro
DOROTHY – Raffaella Giulianati
GIULIA – Maddalena Galvan
PATTY – Silvia Ronco
JANE – Patrizia Lovato
ADEL – Annalisa Righele
CARMEN – Maria Vittoria Martini
VOCE MASCHILE – Pino Fucito

Cast Tecnico

REGIA – Maddalena Galvan
SCENOGRAFIA E COSTUMI – Carolina Cubria
MUSICHE ORIGINALI – Maura Capuzzo
DISEGNO LUCI – Andrea Munaretto
ALLE MUSICHE – Stefano Parise

TESTI di autori vari
D.Parker, N.Ginzburg, B.Brecht, J.Cocteau e altre scene

Note di Regia

Donne sul filo in delicato equilibrio come funambole, donne appese a un filo, legate a un filo, donne sul filo del rasoio. Il filo del telefono? Il filo della corrente, del televisore, il filo di Arianna, il filo di una ragnatela, il filo di un discorso perduto. Quanto piace alle donne parlare attraverso il filo, la telefonata è liberatoria oppure è l’unica possibilità che rimane, l’unico modo per poter dire quello che non si vorrebbe dire, con la telefonata non si tradiscono le emozioni nascoste o viceversa ci si mette a nudo più facilmente.
La telefonata può accendere una speranza, far finire un amore, spezzare una vita … impossibile resistere allo squillo improvviso di un telefono! Corriamo a rispondere senza sapere chi o che cosa ci aspetta al di là del filo, quanto coraggio può servire nel sollevare quel ricevitore, come nel riagganciarlo, quanta vita può scorrere davanti ai nostri occhi in pochi minuti trascorsi al telefono. Di questo oggetto così presente nella nostra quotidianità tanto da diventare invadente, seccante, non riusciamo più a fare a meno, tanto che ce lo portiamo addosso.
Che cosa rappresenta alla fine? Solo un mezzo per sentirci più importanti “reperibili” in quanto “indispensabili”, oppure la nostra paura della Solitudine? La nostra incapacità a stare soli con noi stessi, il panico che ci prende all’idea di avere dieci minuti di tempo e di dover pensare? Perché pensare, meglio fare una telefonata. Ecco il telefono la nostra ancora di salvezza, il filo che ci lega al mondo e ci salva da noi stessi.
Le donne di questo spettacolo sono tante e diverse, ma tutte cercano la salvezza attraverso un apparecchio telefonico, un citofono, un interfono, quasi non riuscissero a dire lo verità guardando l’altro negli occhi. Donne ignorate, un po’ smarrite, incapaci di accettare la solitudine e la povertà spirituale che le circonda.
Tante donne forti, nella loro fragilità, sapranno riagganciare?

Riconoscimenti

• “PREMIO MIGLIOR REGIA” AL 6° CONCORSO REGIONALE IL GRAPPOLO D’ORO DI BARBARANO VIC.NO (VI), 2012
• FINALISTA CON IL MONOLOGO “LA VOCE UMANA” DI J.COCTEAU AL 3° CONCORSO NAZIONALE PER BRANI DI TEATRO 7 X 15 DI CONCORDIA SAGITTARIA (VE), 2012
• SPETTACOLO EVENTO PER LILT-VI AL RIDOTTO DEL TEATRO COMUNALE DI VICENZA, 2013